Abstract

A più di sessanta anni dalla pubblicazione nel 1962 della prima edizione di How to do things with words, che raccoglieva le Harvard Lectures tenute da Austin nel 1955, e a circa cinquanta dalla seconda edizione curata da Urmson e Sbisà nel 1975 – volumi in cui si gettano le fondamenta di una visione pragmatica del linguaggio – la teoria degli atti linguistici e il concetto austiniano “che nel proferire parole si realizzano azioni” hanno avuto applicazioni e sviluppi che vanno molto al di là della ricerca linguistica e filosofico-linguistica in senso stretto, riguardando psicologia, critica letteraria, antropologia e molto altro ancora.

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Autori

Franca Orletti - Università degli Studi Roma Tre

Emanuele Banfi - Università degli Studi di Milano-Bicocca

Giovanna Alfonzetti - Università di Catania

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