Abstract

Osservare le lingue nello spazio pubblico significa interrogarsi su come le società contemporanee rendano visibili, o invisibili, le proprie tensioni interne. Le lingue, infatti, vengono impiegate nella comunicazione pubblica non sempre e non solo come mezzo per trasmettere messaggi commerciali, regolativi o trasgressivi (Scollon & Scollon, 2003), ma proprio in quanto potenti sistemi semiotici, in grado di per sé di far circolare valori simbolici ed economici, di negoziare identità e influenzare ideologie e atteggiamenti. Le scritture esposte, in tal senso, non si limitano a riflettere repertori linguistici preesistenti (Vandenbrouke, 2015), come l’“ethnolinguistic assumption” (Blommaert, Leppänen, Spotti, 2012: 3) darebbe per scontato, ma partecipano attivamente alla costruzione dei luoghi.

Autori

Carla Bagna - Università per Stranieri di Siena

Martina Bellinzona - Università degli Studi di Firenze

Chiara Facciani - Università per Stranieri di Siena

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